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Cercando di non fare quelle telefonate* Another one bites the dust

Ho fatto una pausa con questo blog appena nato semplicemente perché ho avuto bisogno di fuggire dalla sofferenza. Ogni tanto bisogna ho bisogno di ri indirizzare le mie energie perché altrimenti tendono a seguire un po´quello che succede intorno, ad assorbire i dolori altrui e a volerli medicare, dimenticandomi continuamente di me e delle mie necessitá. Non parlo molto di quelle fisiche ma soprattutto di quelle emotive e spirituali. Molto di quello che siamo é influenzato da come siamo state cresciute/i, dall´ambiente e dalla famiglia in cui siamo cresciute/i. Nella famiglia dove sono cresciuta i sentimenti principali e all´ordine del giorno erano rabbia,paura, tristezza e solitudine. E mentre ho iniziato a scrivere questo post, mi sono ribloccata e non so piu´cosa volevo dire. Mi sono bloccata e non riuscivo a fare uscire qualcosa sulle pagine bianche di un blog del web perché tu, che negli ultimi 20anni ti eri chiuso davanti ad un computer, dove sin da bambina ti ho visto passare tutto il tuo tempo libero, tu, stavi morendo. Io, esattamente come quando stava morendo mio padre, 8 anni fa, non riuscivo a capire cosa significava. Ho visto persone morire,da lontano o quasi lontano, una volta un incidente su un treno a Montecarlo,circa 12anni fa. Ma ogni volta il mio cervello ha bisogno di vedere che succeda e che il tempo inizi a passare per digerire l´evento. Una persona non esiste piú.Non respira piú. Non parla piú. E non li vediamo piú, diventano foto sui mobili e personaggi di apparizione ( a volte, almeno a me succede) nei nostri sogni. Ma io non penso che vadano via. Forse sotto ho un´ottimismo latente,o resiliente se capite cosa intendo. Mia madre é completamente all´opposto e pensa che io sia illusa in queste mie credenze ma il suo punto di vista non tiene in piedi logicamente. Il suo punto di vista é che morto il corpo non esiste nulla. E su questo punto credo che si possa avere dei pareri cosi contrastanti da determinare l´andamento di tutta la nostra vita. Siamo limitati, fatto. Capiamo solo qualcosa della realtá, altro fatto. Il cervello ci dá la logica e il corpo l´espressione di tutto quello che il cervello comanda,anche questo fatto provato scientificamente. Ma questo corpo e cervello hanno una consapevolezza,un´essenza che é piu´del corpo sommato al cervello e questa parte immateriale,non puó smettere di vivere perché va oltre il deterioramento del corpo. Questa é la mia convinzione e magari un giorno approfondiró il discorso su queste pagine. Ma per ritornare a quel sabato sera alle 23, io ti stavo scrivendo un messaggio di saluto alla tua anima, zio, e dieci minuti dopo che l´ho pubblicato, ho ricevuto la telefonata da mia sorella che eri spirato. L´avevo capito in qualche modo quella sera che stava succedendo. Come dieci giorni prima quando, come fosse stato una scena da copione di film, ti sono venuta a trovare il mattino 1ora prima del mio treno per l´aereoporto e la Germania. E quella mattina cosi, di corsa, abbiamo parlato 20minuti in maniera carina, di quando ero bambina, di tante cose del passato come quando a 4anni mi facevi gli scherzi e io credevo a tutto e tu dicevi "sei un pollo" e io ti chiamavo "Zio Pollo". Non avevamo chiaccherato cosi da almeno 15anni ed é successo in quei 20minuti mezz´ora. Poi dovevo andare a prendere il treno, ti ho abbracciato e ci siamo guardati e la tua era un´espressione che non ti avevo mai visto, negli occhi, era un misto di tenerezza, tristezza e qualcos´altro. E io mentre ti salutavo e ti vedevo guardarmi cosi ho pensato che sapevamo tutti e due essere l´ultima volta che ci saremmo visti, lo sapevamo e cosi ti ho salutato senza piangere,sono riuscita a fare finta che non fosse cosi, che le cose andavano non cosi male. Ti ho salutato e ho iniziato a camminare verso le scale, velocemente e con la testa piena e un nodo in gola giá dalle scale ha iniziato a farmi piangere e continuavo a scendere e andare verso la macchina cercando di non piangere perche´altrimenti non sarei riuscita a guidare e vedere dove andavo. Ho guidato fino a casa che é vicino alla stazione e poi il resto del giorno, in viaggio...su un treno dalla Liguria a Milano, sul bus per Malpensa...ho pianto ogni tanto un pó, ogni tanto smettendo e cercando di distrarmi. Ma con il tempo, domani saranno tre settimane da quando sei morto, cioé domani sera penso che un giorno faró un post per onorarti perché hai avuto una vita di sofferenza emotiva e interiore e spero davvero tanto che ora la tua essenza/anima possa riscattarsi e vivere esperienze di amore, completezza, appagamento,gentilezza,sicurezza,saggezza che ti meriti. Ti ho voluto bene ti auguro tanto bene dovunque tu sia!

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Io

In molti momenti sorrido ma vorrei piangere. Ancora oggi faccio spesso fatica a mostrare i miei lati deboli e a chiedere aiuto. #vulnerability #istartedablog #blog #me #Molly #belgianshepherd #pastorebelga #selfgram #filtro #cantante #cantautrice #amore #emozionibloccate Un post condiviso da DverseA (@dversea_italia) in data: Mag 20, 2018 at 7:12 PDT